Ricarica gas condizionatore a Torino, servizio professionale eseguita solo quando serve davvero. "Ogni quanto va ricaricato il gas?" è una delle domande più frequenti, e la risposta sorprende molti: in un impianto sano, mai. Vediamo perché, e cosa fare quando il gas invece manca.
Il gas non si consuma
Il refrigerante circola in un circuito chiuso tra unità interna ed esterna. Evapora, si condensa, torna a evaporare, ma non esce mai dal circuito e non si "esaurisce" con l'uso, come invece succede al carburante di un'auto. Un condizionatore installato bene può lavorare per tutta la sua vita con la carica originale.
Se il gas cala, significa una sola cosa: c'è una perdita.
Da dove nascono le perdite
- raccordi e cartelle dei tubi, soprattutto se l'installazione non è stata fatta a regola d'arte;
- vibrazioni che nel tempo allentano i collegamenti;
- tubazioni danneggiate da urti, lavori edili o animali;
- corrosione delle batterie, specie negli impianti più vecchi;
- valvole di servizio non perfettamente chiuse.
Spesso si tratta di perdite piccolissime, che fanno calare il gas lentamente nel corso di mesi o anni.
Come capire se manca gas
I sintomi tipici di un impianto con poco refrigerante sono:
- aria fresca ma non fredda, anche dopo molto tempo;
- brina o ghiaccio sui tubi o sui raccordi dell'unità esterna;
- ghiaccio sulla batteria interna;
- compressore che resta acceso senza mai raggiungere la temperatura;
- in inverno, aria tiepida in modalità riscaldamento;
- tracce d'olio sui raccordi, che spesso indicano il punto della perdita.
Attenzione però: gli stessi sintomi possono avere altre cause, come filtri intasati o un ventilatore guasto. Solo la misura delle pressioni con i manometri conferma che il problema è il gas.
Perché il "rabbocco" non basta
Aggiungere gas senza trovare la perdita è una soluzione che dura poco. Il refrigerante continua a uscire e dopo qualche settimana o mese il problema torna, con una nuova spesa. In più, un impianto che lavora a lungo con poco gas affatica il compressore, il componente più costoso della macchina.
Come si fa una ricarica corretta
Con il servizio di ricarica gas condizionatore il nostro team segue sempre questi passaggi:
- ricerca della perdita con cercafughe elettronico e, se serve, prova in pressione con azoto;
- riparazione del raccordo, della cartella o del tratto di tubo danneggiato;
- vuoto del circuito per eliminare aria e umidità;
- ricarica a peso, con la bilancia, secondo la quantità indicata in targa e la lunghezza delle tubazioni;
- controllo finale di pressioni, temperature e assorbimento.
Quale gas usa il suo condizionatore
La sigla del gas è scritta sulla targhetta dell'unità esterna. I condizionatori più recenti usano R32, quelli installati fino a qualche anno fa in genere R410A. Gli impianti molto vecchi con R22 non possono più essere ricaricati: in quel caso valutiamo con lei la sostituzione o, quando possibile, la conversione.
Ogni quanto controllare
Anche se il gas non va ricaricato periodicamente, conviene controllare le pressioni una volta l'anno durante la manutenzione. Così una piccola perdita viene scoperta prima che l'impianto smetta di raffreddare nel pieno dell'estate. È uno dei controlli compresi nella nostra manutenzione condizionatori.
Domande frequenti
La ricarica è un intervento lungo?
Dipende soprattutto dalla ricerca della perdita. Se la perdita è su un raccordo accessibile, l'intervento si chiude in poche ore. Se è dentro un muro o in una batteria, i tempi si allungano e le spieghiamo le alternative.
Chi può fare la ricarica?
Gli interventi sul circuito frigorifero vanno affidati a tecnici abilitati, con attrezzature adeguate e nel rispetto delle norme sui gas fluorurati. Anche il gas recuperato va gestito correttamente, non disperso.
Dopo la ricarica il condizionatore consuma di meno?
Sì: un impianto con la giusta carica raffredda più in fretta e il compressore lavora meno. Spesso i clienti notano subito la differenza di comfort.
Un caso tipico
Condizionatore di otto anni, raffreddava bene fino all'estate scorsa. Quest'anno l'aria esce appena fresca e sui tubi esterni si vede un velo di brina. Con i manometri troviamo pressioni basse, con il cercafughe una piccola perdita su una cartella dell'unità esterna, probabilmente allentata dalle vibrazioni. Rifacciamo la cartella, eseguiamo il vuoto e ricarichiamo a peso: l'impianto torna a lavorare come nuovo. Un semplice rabbocco, invece, avrebbe risolto per qualche settimana e poi il problema si sarebbe ripresentato.
Per questo diffidi di chi propone una ricarica "di routine" ogni anno: è il segnale che nessuno ha mai cercato la perdita.
Se il suo condizionatore non raffredda più come prima e sospetta che manchi gas, a Torino o in provincia, chiama o scrivi: i nostri tecnici trovano la perdita, la riparano e ricaricano l'impianto con la quantità giusta.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, rivisto e verificato dai tecnici di FAST SERVICE.